L’incubo

 

Ho deciso di scrivere questo articolo riflettendo su una discussione che è saltata fuori questo weekend tra amici.La discussione è partita dalla situazione di stasi che sembra avvolgere il panorama musicale Italiano, più in generale l’intero settore artistico di quello che una volta era considrato un paese di “creativi”. La musica e la cinematografia Italiana hanno fatto scuola ad un intera generazione di artisti. Ora mancano nomi nuovi, manca l’innovatività che è alla base dell’arte.Entrare nel merito della questione è piuttosto difficile, le motivazioni sono varie ed eterogenee. Alcuni sostengono che la causa sia da ricercare nell’elevata sfiducia che ormai da tempo cova all’interno di questa sfortunata penisola. Effettivamente il clima che si respira ultimamente in Italia non è dei migliori ma probabilmente la causa principale è da cercare altrove.Il problema sembra scaturire da quel confine, sempre più sottile che divide l’Arte dall’Industria. Vedendo le cose in maniera semplicistica possiamo affermare che entrambi sono settori dedicati alla produzione di beni. La differenza sta nel metodo di produzione:gli artisti producono pezzi “unici” mentre l’industria produce in serie. E pacifico quindi che l’arte non può essere industria e l’industria non può essere arte. Ovviamente con il consumismo questa differenza è andata progressivamente assottigliandosi fin quasi a fondere i 2 mondi in un unico “minestrone” insapore.Per fare alcuni esempi pratici inerenti alla situazione Italiana possiamo citare i cosiddetti “Film di natale”. Ogni anno nel periodo natalizio escono al cinema prodotti pre-confezionati contraddistinti da un umorismo becero e infantile, aborti da botteghino che chiamare Film sembra veramente troppo. Continuando il tour arriviamo a prodotti di  registi come Gabriele Muccino e Federico Moccia, sceneggiature “facili” sulle quali preferisco evitare di esprimermi.Anche il panorama musicale non gode di ottima salute, gli artisti di punta sono gli stessi da parecchi anni , i testi delle canzoni sono scontati e non conoscono innovazione, i nomi nuovi emergono tra mille difficoltà.Un aiuto a questa difficile situazione potrebbe venire dalla rete e dalla nuova figura che sta emergendo nel sistema economico mondiale: il prosumer.Il prosumer è produttore e consumatore fuso in un unica figura, si serve delle nuove tecnologie per far conoscere e distribuire il proprio prodotto in totale autonomia, senza intermediari. Il continuo progresso della tecnologia permette di rendere un prodotto “casalingo”, sviluppato con pochi mezzi, praticamente uguale ad uno sviluppato con “mezzi industriali”.Il video che vi presento oggi è una canzone inedita e arriva direttamente da Youtube.E un prodotto “fatto in casa” ma di pregevole fattura. Il cantante si chiama Stefano, canta da 10 anni ed è di Mestre. Ha una voce molto bella e il testo è ben scritto, fatto per riflettere. In pochi giorni il video ha raggiunto un discreto successo, in futuro ne seguiranno altri. Qui potete trovare il profilo del cantante su Youtube. Auguro a questo ragazzo il successo che sicuramente merita.

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