Insane Utopie

politica

“si ammettesse l’esistenza di un dittatore benevolente, pienamente informato su tutto ciò che tutti i
membri della collettività possano desiderare, tale specie di grande fratello programmatore, di
Orwelliana memoria, non potrebbe far nulla di meglio di quanto fatto da un mercato concorrenziale”

Testo tratto dal seminario presso l’Istituto di Filosofia del Diritto- Facoltà di Giurisprudenza di Roma

 

Ad alcune persone sfugge un informazione basilare sullo stato Italiano: in Italia i soldi ci sono, e ce ne sono veramente tanti, cifre che non hanno nulla da invidiare ad una qualsiasi super-potenza. L’economia Italiana è molto più forte di quello che sembra, numerosi i campi di eccellenza in cui nonostante scelte discutibili rimaniamo inarrivabili (dall’ingegneria meccanica all’alimentazione per citare due esempi a caso). Entrano ingenti capitali con il turismo, il volume delle esportazioni è enorme.

Ma allora dove stà il problema, perchè il paese non va?

Possiamo vedere l’Italia come un maratoneta durante una gara, a differenza degli altri concorrenti la nostra affezionatissima tiene due obesi che banchettano gioiosamente in braccio. I problemi centrali dell’Italia sono principalmente due, il primo è che gli immensi capitali citati sopra non “girano” come farebbero in un economia normale, la ricchezza sembra concentrarsi sempre nelle stesse mani/famiglie, capitali statici non generano investimenti in Ricerca&Sviluppo (crescita). Il secondo problema è ancora più grave, nascosto dalla percezione dei problemi trasmessa dall’informazione, un buon 40% (non ci sono cifre certe) dell’economia del paese è totalmente sommersa, non è sotto il controllo dello Stato (quei soldi quindi per le tasche dei cittadini ufficilmente non esistono).

Perchè succede questo?

Capita principalmente in sistemi politici con elevata corruzione dove non c’è differenza tra chi possiede capitali e chi governa. Ci troviamo quindi davanti politici-industriali che come unico scopo hanno:“conservare e mantenere”. Se si studia attentamente il lavoro dei politici Italiani negli ultimi dodici anni si nota una cosa piuttosto strana: l’imperativo che li muove è semplicemente:"fai credere all’opinione pubblica di voler cambiare tutto, in realtà ti impegnerai per mantenere tutto esattamente com’è". Ovviamente potendo governare raggiungono tranquillamente gli obbiettivi che si impongono. E utopico pensare che proprio coloro che si impegnano al massimo per mantenere invariato il sistema tentino di cambiarlo. La cosa diventa palese quando una qualsiasi azienda estera cerca di investire in Italia, improvvisamente si gonfinano come gatti impauriti, non vogliono che nessuno tocchi la loro ciotola del cibo, “in Italia mangiano solo gli Italiani” sussurra la grande famiglia. Ti puoi aspettare piccole riforme, esaltate all’estremo in campi inutili, nulla di strutturale.

Come si potrebbe intervenire su una struttura del genere?

1)Individuazione e distruzione dei pilastri del sistema.

  • Conflitto di Interessi
  • Potenziamento Magistratura
  • Riforma dell’informazione (Finanziamento e Sistema Radio-Televisivo)
  • Quadruplicare le pene per i reati di corruzione a livello amministrativo ed economico

2)Individuazione del mancato gettito e recupero.

  • Potenziamento dell’organico Gdf e Consob, pene aggressive contro evasori e relativi beni
  • Mercato della prostituzione sotto il controllo dello stato
  • Ultimare la digitalizzazione dell’Agenzia delle Entrate
  • Mercato delle droghe leggere sotto il controllo dello stato

3)Potenziamento immediato e massiccio della ricerca.

  • Detassazione totale capitali per la ricerca
  • Potenziamento Università con il gettito ottenuto dai nuovi monopoli
  • Ritorno dei “cervelli” persi nel paese

Con il primo punto si pongono le basi per evitare che la situazione possa ripetersi in futuro. Con il secondo punto si mettono sotto il controllo dello stato le due principali arterie di finanziamento della criminalità ottenendo da una parte un gettito notevole e dall’altra un indebolimento dei gruppi criminali. Con il terzo punto si fissa una crescita strutturale con i capitali ottenuti. Non si agisce sulle variabili ma direttamente sulla struttura correggendo successivamente.

Perchè semplicemente in Italia non si può fare?

Idee come queste per i politici italiani equivarrebbero al suicidio della classe, per alcuni la galera sicura.

Come lo si potrà fare in futuro?

Come hanno fatto in molti stati nordici, con cultura e cittadini informati.

Io che ora ho 22 anni posso aspettarmi di vedere un Italia simile attorno ai cinquanta? C’è sempre l’alternativa di emigrare in Olanda o in qualunque altro paese del nord :-)

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