Un paio di frasi scritte da Leonardo da Vinci

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Il video di Emilio Fede ha sballato il karma del blog, passiamo quindi dall’estrema ignoranza di un omino piccolo piccolo alla genialità di un uomo divenuto immortale grazie alla propria mente.

Leonardo DaVinci è unanimemente considerato il genio per eccellenza, siamo abituati ad associare il suo nome a invenzioni straordinarie, macchine e idee che hanno cambiato per sempre la storia. La vita di Leonardo non è stata facilissima, essendo figlio illegittimo il padre decise di introdurlo molto giovane al lavoro di bottega (allievo del Verrocchio). A quei tempi i lavoranti di bottega non godevano di grandissimo prestigio sociale, le "caste" più colte del periodo si dividevano tra letterati e matematici teorici. Leonardo non conosceva il latino (cosa abbastanza grave per il tempo) e faceva frequenti errori anche in calcoli piuttosto semplici. Compensava abbondantemente con la pittura, un abilità grazie a cui riuscirà a guadagnarsi il pane per tutta la propia vita. Arrivato all’adolescenza il nostro genio godeva già di un ottima fama ma non era ancora il "testone" che siamo abituati a conoscere. Qualcosa scattò molto probabilmente durante i primi incontri con quelli che al tempo venivano chiamati "scienziati". Questi individui classificavano il nostro toscanaccio addirittura come un ignorante, un uomo di poca cultura. Spinto da un orgoglio immenso e dalla sconfinata fame di verità Leonardo iniziò a prendere i suoi famosi appunti che l’accompagnarono per tutta la vita e cominciò a studiare sui pochi libri che riusciva a trovare. A vent’anni la sua preparazione matematica era praticamente completa, il latino lo imparò solo successivamente quando era già trentenne da autodidatta. I numeri attirarono subito tutte le sue attenzioni, ritardò addirittura la consegna di dipinti importanti per continuare ad esercitarsi. Visse per sessantasette anni disegnando, ideando, scrivendo e viaggiando in continuazione, negli ultimi anni di vita fu addirittura colpito da un ictus che gli paralizzò la mano destra, con la sinistra scrisse sui suoi fogli "io continuerò". Di tutti i suoi scritti più del 60% sono andati persi nei secoli. Il lavoro che è arrivato ai giorni nostri è in ogni caso titanico, ecco alcune delle mie frasi preferite:

"Chi biasima la somma certezza delle matematiche si pasce di confusione, e mai porrà silenzio alle contradizioni delle sofistiche scienzie, colle quali s’impara uno eterno gridore."

Aveva capito molto in fretta cosa distingueva la matematica dalle altre discipline, la dimostrabilità. Le verità matematiche sono le uniche che non cambiano mai col tempo.

"Non mi legga chi non è matematico nelli mia principi."

 Con i filosofi e i letterati in generale non è mai andato d’accordo, come Galileo credeva nell’esperienza diretta.

"Nessuno effetto è in natura sanza ragione; intendi la ragione e non ti bisogna sperienza."

"Data la causa, la natura opera l’effetto nel più breve modo che operar si possa."

"La natura è costretta dalla ragione della sua legge, che in lei infusamente vive."

Non avendo moltissimi libri a disposizione Leonardo studiava osservando semplicemente la natura, arrivò a capire che c’era una struttura dietro ogni cosa, qualcosa di strettamente connesso al mondo della logica. Quattro secoli più tardi Einstein disse più o meno la stessa cosa con la famosa affermazione:"Dio non gioca a dadi".(erano entrambi Atei)

"Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto."

Qui dimostra di aver capito molto bene su quali binari progredisce il genere umano.

"La proporzione non solamente nelli numeri e misure fia ritrovata, ma etiam nelli suoni, pesi, tempi e siti, e ‘n qualunque potenzia sia."

Forse la sua frase più impressionate, arriva ad ipotizzare che "struttura" sia dominata da una logica talmente semplice da non comprendere nemmeno i numeri.

"Non mi sazio di servire."

Da questa piccola affermazione si capisce quale fosse la forza propulsiva che lo alimentava. Identificava nelle verità scientifiche il più grande servizio alla specie e alla vita stessa. Per lui il progresso era sopra ogni cosa.

“Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire”

Questa frase la scrisse trent’anni prima di morire. Si spense in tranquillità la mattina del 2 maggio 1519.

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