Legge di Wolff (ovvero come aumentare la propia densità ossea)

muay_thai-736889

La prima volta che mi sono interessato all’argomento ci sono rimasto male, praticamente non esistono documenti in italiano su internet, vabbè tento di scriverne uno io breve e semplificato al massimo, vediamo cosa salta fuori.

Fonti utilizzate:

  • Maestro di Thai
  • Encicopedia Britannica (non vi posso linkare perchè serve l’abbonamento, se siete blogger ve lo regalano per un anno)
  • Wikipedia-En

Veloci cenni storici:

Dunque, cominciamo col dire che la teoria prende il nome dal chirurgo Julius Wolff (1836-1902), la scopre per puro caso studiando le ossa. In realtà come dice il maestro gli asiatici la conoscevano fin dal 1400, molto probabilmente è stata scoperta grazie ai monaci, allenandosi prendendo a pugni sabbia e altre superfici particolarmente dure si accorsero del cambiamento che avveniva nelle loro ossa.

In che cosa consiste:

La legge di Wolf è uno dei principali “segreti” delle arti marziali (non si vede a occhio nudo ma si sente subito), consente di trasformare un essere umano in una piccola macchina da guerra, si sviluppa generalmente con qualsiasi stile ma i risultati migliori si ottengono con scuole particolarmente “violente” come la Muay Thai (con arti di presa come il Judo molto meno ad esempio).

ossolungo

Le ossa all’interno sono molto spugnose, il livello di spugnosità può cambiare anche molto da persona a persona, in gergo si chiama densità ossea. Le nostre ossa sembrano “progettate” per ricevere colpi e urti piuttosto forti, quando succede si creano delle micro-fratture all’interno, in poco tempo l’osso ricomponendosi riempie le spugnosità e aumenta la propia densità diventando sempre più duro. Fa tutto questo in automatico  per evitare una rottura, per un animale fratturarsi un arto durante la caccia o per una caduta voleva dire morire di fame. Ogni volta che si riceve un colpo in un determinato punto l’osso si fortifica diventando sempre più simile ad una pietra. Nel giro di alcuni anni lo scheletro si trasforma nella principale arma di attacco e difesa, diventa in grado di assorbire e affondare colpi veramente potenti se abbinato ad una buona tecnica. Grazie a questo avrete visto sicuramente persone rompere tranquillamente in Tv tavole di legno, lastre di marmo noci di cocco ecc ecc. Non sono marziani, sono solo persone che passano la giornata a indurirsi le ossa.

In quali punti si nota maggiormente:

Principalmente su mani tibie e gomiti. Succede anche con la scatola cranica (anche se in questo caso vi sconsiglio di prendere botte in allenamento) ma in misura minore.

Come si fa?:

Il vostro fisico deve obbligatoriamente essere sano e in forma. Non è per niente facile e bisogna avere molta pazienza, il tutto abbinato ad un ottima resistenza al dolore (le ragazze qui hanno un piccolo vantaggio, potrebbe non sembrare ma hanno una soglia di sopportazione più alta rispetto a quella di un maschio). Per farla breve dopo un anno che riempite di pugni il “sacco” inizierete a vedere i primi cambiamenti.

Le rotture:

Può succedere che le ossa delle mani si rompano (nocche), in questo caso sopra la frattura ricresce una “callo” osseo, molti professionisti le hanno rotte, alcuni addirittura lo fanno deliberatamente… Quando l’osso si risalda è come avere uno di quei tirapugni in ferro montato sulle mani, diventa sconsigliabile allenarsi con chi non possegga le tue stesse caratteristiche, fa veramente male assorbire un colpo da una mano così.

Pro e contro:

I pro li potete immaginare, i colpi che portate diventano pesantissimi, potrete fare i grandiosi con i vostri amici mentre scaricate una serie di pugni sul muro senza battere ciglio (bel divertimento eh). I contro invece sono abbastanza odiosi, tanto per cominciare le vostre mani non saranno più così belle come quelle di un bambino, le “nocche” diventeranno sempre più grosse, inizierete ad invidiare le mani di un rude muratore per intenderci.

Il video arriva dagli US OPEN Karate Tournament 2008, durante questo tipo di competizioni le rotture sono molto frequenti, se i blocchi di cemento non vengono rotti tutti la forza cha hai impresso torna indietro (quando c’è di mezzo la fisica non si scherza più)…un colpo portato nella maniera sbagliata equivale a un gomito fratturato…

Commenti: [ Trackback | RSS 2.0 ]

  • duhangst scrive:

    Il condizionamento osseo, sono ormai otto anni che pratico muay thai e come ben sai quello che viene maggiormente condizionato sono le tibie, che con l’andare del tempo diventano delle vere e proprie mazze da baseball!
    Guardati questo video, è impressionante!
    http://www.sdreng.it/2006/12/19/allenamenti/

  • mattomatte scrive:

    si l’avevo visto :mrgreen: avevano messo una scena del genere anche in un film di van damme 😀

  • FulviaLeopardi scrive:

    mi sento stanca solo dopo aver letto 😉

  • Nariko scrive:

    :mrgreen: Finalmente qualcuno mi spiega perchè il mio kru mi fa massacrare le tibie contro i bambù…Cmq noi lo chiamiamo condizionamento tibiale, vi assicuro che con la gonna non sono un bello spettacolo le mie tibie, ma devo dire che i colpi non ti accorgi quasi di prenderli…(faccio muay thai)

  • ken kamikage scrive:

    nariko devi essere proprio carina…..cmq il condizionamento tibiale per chi pratica i combattimenti reali nn e sufficiente come nn lo e nessuno specifico ma deve essere un condizionamento osseo generale dalle vertebre fin al craneo anke per riuscire a sopravvivere a violente cadute(che in un vero combattimento sono comuni).

  • Antonio scrive:

    Ho scoperto questa legge x caso,e me ne sn subito innamorato..è da 2 mesi ke mi alleno a dare pugni ad armadi,porte e altre superfici dure..l’ho un bel po di volte al giorno…certo ormai ho le nocche sempre indolensite…ma me le sento sempre piu dure e forti…riesco sentire molto meno dolore quando do questi pugni e sopratutto sto notanto i danni ke riescono a fare le mie nocche…anke se la pelle ne risente un poco,dato ke alcune volte mi si spella…spìero solo di provarle qualke giorno su un essere umano ke mie “nuove” nocche

    • Skarn scrive:

      Anch’io sono venuto a conoscenza della scoperta scientifica da poco tempo (anche se l’ho praticata senza saperlo per via dello Shaolin), ma ho una domanda, un dubbio che mi ha fatto nascere un mio amico: questa pratica non può portare alla morte dei nervi e quindi ad un rischio di ostioporosi in vecchiaia?
      E per quanto riguarda le nocche: influsce poi sulla stretta del pugno/pressa?
      Spero che qualcuno mi sappia rispondere 😀
      Grazie

  • Beppe scrive:

    Da ingegnere meccanico ti dico che effettivamente è possibile, l’alterazione delle sedi preposte delle articolazioni con lievi fratture sicuramente porta uno scompenso dei gradi di libertà delle stesse.
    Sicuramente le microfratture ricomponendosi alterano le superfici di interazione tra le ossa, senza parlare poi della cartilagine che si vedrebbe compressa dalle stesse.
    Credo tuttavia che l’indurimento osseo o callo, se procurato sulle ossa lunghe e non nelle articolazioni, ovviamente non può dare significativa riduzione della capacità articolare.

  • Giuseppe scrive:

    Scusate voi parlate del corpo come una macchina da guerra del fatto che è possibile l’indurimento e l’aumento della densità ossea ma nessuno ha pensato che col passare degli anni non quando si è giovani ma in tarda età si iniziano a riscontrare problemi alle ossa e ai vasi in prossimità di quelle zone allenate . Pensateci bene , in fin dei conti non serve demolirsi il corpo per sembrare ed essere più forti . Un buon allenamento basta e avanza

  • daniele scrive:

    è il modo migliore per garantirsi una vecchiaia piena di dolori!
    non siate stupidi, il corpo umano non è fatto per prendere a calci e a pugni i muri.
    Hanno inventato le protezioni che vi consentono di fare sport senza rovinarvi per la vita. Lasciate che quelli della muay Thay si devastino e voi andate a fare sport da combattimento + SERI E MENO DANNOSI.
    Nel taekwondo ad esempio si combatte a contatto pieno ma si è completamente protetti, quindi i danni sono praticamente nulli

  • santrino scrive:

    il dibattito non e’ affatto stupito, e’ accertato che favorire i microtraumi alfine di indurimento ossseo porti in eta- avanzata gravi problemi articolari e frequentissimi artriti dolorosissime ed artrosi. tanto per essere precisi, il makiwara
    tanto osannato ed usato nel karate tradizionale e’ dannosissimo per le articolazioni delle mani, ve le giocate del tutto nel giro di una decina di anni con tale pratica , garantito. quellli della muai thai gia- a 30 anni sono rovinati, solo ch in thailandia lo fanno perche’ non hanno altre possibilita’ di emanciparsi da una vita di miseria, qui in occidente lo fate perche’ fessi che vi fate incantare da ogni fesseria orientale.

  • Ernesto scrive:

    Mi sa che il Wolff si sta rigirando nella tomba e magari vorrebbe procuravi lui il condizionamento osseo … nel cranio!!
    La sua legge la si trova in tutti i libri di medicina e biologia, anche in quelli di terza media di mio figlio.Non serve abbonarsi alla Enciclopedia Britannica. Wolff ha descritto come le trabecole dell’osso lamellare si vadano a distribuire secondo le linee di forza che agiscono sull’osso. Attenzione le linee di forza non sono i traumi! Le linee di forza sono quelle che agiscono durante la funzione di quell’osso, la gravità soprattutto, e stimolano l’attività degli osteoclasti e osteoblasti che rimodellano l’osso secondo la sua funzione. I traumi inducono solo una azione riparativa visibile con il callo osseo, un apporto di matrice ossea che poi andrà rimodellata. L’errore è considerare il callo osseo come più duro e resistente ma non è così. Se bastasse il callo osseo a rendere le ossa più dure non vi pare che si potrebbe risolvere il problema dell’osteoporosi dei nostri nonni prendendoli a bastonate nelle gambe? o mettendoli al makiwara?

  • paolo scrive:

    quante cassate, ah aha

    anni e anni di sforzi e poi quando vi serve trovate un drogato bastardo che vi mena con un coltellino

Lascia un commento »

(will not be published)

XHTML: Puoi usare queste tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>