Giochi d’azzardo, pubblicità e monopoli di stato

gioco66

Prima di sviluppare l’articolo una piccola premessa: lo stato crea monopoli soltanto in presenza di grossi guadagni sicuri. Allo stato quindi non interessa la tipologia di bene ma solamente il ricavo (i guadagni dovrebbero andare alla collettività ma non sempre è così). I beni da monopolio si possono dividere in due grandi categorie:

  • beni di cui le persone non possono assolutamente fare a meno (fino a pochi anni fa erano i fiammiferi e il sale per esempio)
  • sostanze e/o servizi che creano dipendenza (alcolici, sigarette e giochi d’azzardo)

Non è mia intenzione discutere la moralità di scelte del genere (le questioni di principio non fanno parte di questo blog) quanto piuttosto evidenziare un macroscopico vuoto legislativo che ancora permane in Italia.

La seconda categoria che ho evidenziato sopra è pacificamente pericolosa, contiene beni che possono creare dipendenze anche gravi nel consumatore, si va da problemi economici seri a patologie mortali, c’è poco da scherzare quindi. Caratteristiche come queste hanno portato alcuni stati ad effettuare una scelta: l’uso dei beni contenuti nella suddetta categoria non va assolutamente promosso e/o incentivato.

Questo in pratica cosa vuol dire? 

Vuol dire che lo stato continua tranquillamente a venderti quei prodotti/servizi ma non può in alcun modo promuoverne l’uso. In alcuni anni sono logicamente sparite le pubblicità di sigarette (la ferrari da formula 1 aveva la Marlboro ricordate?) e alcolici (ora si sono inventati le birre a gradazione zero).

In Italia si sono dimenticati qualcosa vero?

Si, come succede spesso in Italia c’è qualcosa che non va. I nostri cari monopoli si sono dimenticati (o fanno finta molto probabilmente) di applicare le stesse regole ai giochi d’azzardo. Potrebbe sembrare un problema da poco in realtà è gravissimo. In primis perchè lo stato dai cosidetti giochi di abilità, lotterie, superenalotto ecc ricava cifre mostruose. Il secondo motivo è che per pubblicizzare giochi di questi tipo si configurano facilmente pubblicità ingannevoli. Mi spiego meglio, provate ad analizzare una pubblicità qualsiasi dei monopoli utilizzando una scienza esatta come la matematica.

Esempio, classico spot del gratta&vinci:

Vinci spesso vinci adesso.

Vinci spesso? ma se io ho la possibilità di centrare una vincita consistente (superiore a 100€) con una probabilità inferiore a 1 su N migliaia come si può usare la parola spesso? Distorcere il significato dei termini è di fatto pubblicità ingannevole. Le scritte in piccolo a fondo schermo non riesci a leggerle se non hai un televosore con almeno 40 pollici di diagonale. Per il lotto identico discorso.

Visto che milioni di persone buttano i loro soldi (sovente proprio chi ne ha già pochi) ignorando le più elementari regole della statistica sarebbe meglio almeno non prenderle per il culo incentivando comportamenti “malati”. Non dovrebbe essere possibile pubblicizzare servizi che possono rovinare la vita delle persone, fortunatamente in molti stati è già realtà, qui come al solito siamo in fiduciosa attesa.

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