Logos

Slow-motion molto carino che mostra la struttura matematica prodotta da una palla di acciaio in caduta nella sabbia. Il profondo legame che lega la nostra realtà alla matematica è troppo spesso sottovalutato, la maggioranza degli esseri umani preferiscono rifugiarsi nelle risposte semplici, nei modelli illogici che vanno bene per tutti. Ormai tutti sanno che sotto al nostro pianeta non c’è Atlante a reggere faticosamente il fardello con il sudore della fronte, tuttavia permangono visioni del mondo abbastanza ridicole se paragonate alla finezza della logica.

La storia di Logos è molto antica, anticipa le leggende legate al cristianesimo di 520 anni ma in realtà ha poco a che fare con le novelle. Per spiegare nella maniera più semplice possibile cosa sia è necessario prima capire chi siano gli esseri umani. Volendo evitare sproloqui filosofici inutili possiamo affermare tranquillamente che l’homo sapiens è un animale, tutto depilato e profumato ma sempre parte della fauna. Detto questo rimane innegabile la differenza tra un homo sapiens e qualunque altro animale, è palese che il genere umano abbia qualcosa in più, quello che forse non è ben chiaro a molti è se questo "surplus" derivi dalla somiglianza con un dio o dalla capacità di comprendere la matematica. Solo chi conosce la matematica può fare musica, solo chi conosce la matematica può andare nello spazio, solo chi conosce la matematica può evolversi in maniera talmente veloce da raddoppiare in 200 anni il proprio ciclo vitale. Gli esseri umani corrono parecchio con la tecnologia, secondo gli scienziati dispogono di "potenza di calcolo" da circa 15.000 anni, nonostante questo presentano un evoluzione discontinua e in perenne accelerazione (Legge di Kurzweil), tutto grazie alla matematica.

pentagramma_pitagorico

Non è facile stabilire chi sia stato il primo essere umano ad accorgersi dell’esistenza di Logos, il punto di partenza è forse da ricercare in Pitagora e nella sua scuola.

"il mondo intero è armonia e numero"

Pitagora purtroppo non aveva una buona opinione del popolo, la scuola pitagorica imponeva che gli insegnamenti rimanessero segreti e la tradizione orale era privilegiata, non si scriveva praticamente nulla, alcuni storici hanno sostenuto che Pitagora resosi conto del potere della matematica decise di tenerne segreto il culto per evitare che l’umanità accecata dal potere arrivasse a farne un cattivo uso (senza matematica niente tecnologia militare). Adoravano i numeri dispari (finiti, chiusi, perfetti) e consideravano il 10 come sacro (la sua raffigurazione per punti andava a disegnare il famoso "tetraktys"). Furono oggetto di numerosi attacchi della classe politica e costretti a disperdersi portarono il sapere con loro.

Galileo Galilei aveva idee piuttosto chiare sulle forze che lo circondavano, la chiesà non gradì:

"La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi, ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, né quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto."

Leonardo DaVinci invece è stato il primo a dare dimostrazione pratica dell’esistenza della "struttura" di Logos in natura, con mente brillante e la propria mano come unico strumento il genio anticipò di parecchi secoli gli studi nei campi in cui si cimentava, aveva capito che tutte le "scienzie" erano legate da una sola logica, ne lasciò traccia ovunque soprattutto nei disegni ma anche in alcune frasi sparse per i codici:

"Non mi legga chi non è matematico nelli mia principi"

"Nessuno effetto è in natura sanza ragione; intendi la ragione e non ti bisogna sperienza."

"La natura è costretta dalla ragione della sua legge, che in lei infusamente vive."

"La proporzione non solamente nelli numeri e misure fia ritrovata, ma etiam nelli suoni, pesi, tempi e siti, e ‘n qualunque potenzia sia."

acque 

Potrei continuare ma credo di aver raggiunto l’obbiettivo dell’articolo, queste cose oggi sono scritte su molti libri ma continuano a non avere il necessario risalto, alla divulgazione scientifica è più facile sostituire simpatici vecchietti vestiti di bianco che sparano idiozie da un balcone, non ha importanza se il popolo prende vaneggi senili per verità scientifiche, anzi forse l’obbiettivo è proprio questo oggi come secoli fa.

Lo spunto per questo articolo è arrivato dalla frase che Walter Veltroni ha pronunciato ieri al convegno su ”La laicita’ in Italia – Democrazia e religione”:

”La religione non puo’ essere relegata ad uno spazio privato: non si puo’ pensare di lasciarla fuori dalla porta”

Ualter le persone sono stufe di essere prese per il culo dagli amici immaginari cerca di capirlo, la chiesa non controlla più il 99,9% dell’elettorato come 60 anni fa, è inutile consumarsi la lingua a leccare!

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  • pietro scrive:

    Da buon matematico credente ritengo che non ci sia nessuna incongruenza tra la logica e chi della logica ne è il padre.
    Magari Odifreddi la pensa diversamente ūüėÄ .
    In ogni caso la matematica, come la religione, parte da dei dogmi (Assiomi di Peano) la cui stessa esistenza basta a giustificare la coerenza (chiusura?) di tutta la struttura.
    Non che negandoli non si ottenga talvolta una struttura comunque coerente (V Postulato di Euclide-Playfair).

    Risultato n1:
    Criticare una metafora è da matti. Ognuno ha il proprio retaggio ed i propri simboli cui credere.

    Risultato n2:
    Se un prete mi parlasse della teoria delle stringhe mi metterei a ridere

    Risultato n3:
    Ualter ha proprio rotto il ca**o

  • duhangst scrive:

    Cavoli per√≤ se l’hai presa alla larga..

  • mattomatte scrive:

    @pietro: il problema √® proprio questo, impossibile pensare che la logica sia stata creata da qualcuno, dubito che 2+2=4 si possa inventare come invece avviene con i simboli…allora la metafora potrebbe diventare:ti fa piacere credere in qualcosa che √® stato inventato da noi o preferisci qualcosa che √® qui da sempre?
    per quanto riguarda gli assiomi è vero sono dogmi e infatti a volte cadono(o diventano inutili), è innegabile che la matematica che usiamo oggi sia diversa anche solo da quella utilizzata nei primi del 900, il modo di fare matematica si evolve con la tecnologia ed è ovvio che la matematica di cui disponiamo adesso non sia la migliore possibile, la logica invece è sempre la stessa :mrgreen:

    @Du:in effetti… eheh :smile:

  • pietro scrive:

    @mattomatte: √® proprio questo il motivo per cui credo in Dio, perch√® la matematica non pu√≤ essere una creazione dell’uomo. :smile:
    Secondo me la metafora √® un tentativo di esprimere la ricerca di quel qualcosa, che sia il Motore Immobile di Aristotele, il Dio Cristiano o l’evoluzione Darwiniana.
    L’unica cosa certa √® che la perfezione e la coerenza esistono e non sono invenzioni umane :smile:

    @duhangst: si sono due giorni che ho voglia di parlare, ma adesso mi tocca tornare a far finta di lavorare ūüėČ

  • mattomatte scrive:

    @pietro:lei √® molto competente ed √® un piacere scambiare opinioni con lei…io da buon studentello amo parecchio il rasoio di Occam, permette di semplificare molte cose, se abbiamo una struttura logica in grado di andare avanti da sola automaticamente un dio diventa inutile, questo sistema non pu√≤ certo conoscere l’inutilit√† se √® tanto perfetto, logico e basato sulla causa-effetto come tutti crediamo/sappiamo…

  • pietro scrive:

    Ho 33 anni, e non sono stato proprio un fulmine di guerra all’universit√†, quindi sono ancora un ex-studentello :mrgreen:

    Non ricordo il motivo come sono finito su questo blog (sicuramente qualche citazione), ma l’ho messo subito tra i preferiti, anche perch√® mi spacco dalle risate.

    Per inciso la mia chiaccherata è stata forse eccessiva, ma serviva solo ad uno scambio di opinioni, non certo un tentativo di catechesi.

    Anche io adoro la metodologia di Occam ma ogni volta che mi si da del lei mi viene un brivido. :roll:

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