Poveri coglioni

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In questo paese siamo arrivati ad un livello tale da far prendere alla politica il sapore dell’inutilità, il popolo ha da tempo perso la bussola, si incattivisce e non sa nemmeno spiegarsi il perchè, ha dentro una rabbia che non è più in grado di indirizzare, è smarrito nello sconforto ora come 60 anni fa, gli unici che sanno benissimo cosa stà succedendo siedono sui loro piedistalli di pelle rossa. Lo dico sinceramente, pensavo che il popolo Italiano fosse molto più resistente, sono bastati quindici anni, tre frequenze tv (diventate spesso sei) e un manipolo di pecore guidate da buoni pastori per resettare la storia.

Nell’indifferenza più cupa questo popolo ha accettato l’esercito nelle città, l’immunità dei propri leader, un informazione grazie alla quale si è persa ogni memoria di cosa sia un italiano, i progressi sociali sudati da chi è venuto prima di noi cancellati come parole scritte sulla sabbia, la nostra costituzione ridotta a carta igienica per i potenti.

A piazza navona però è successo qualcosa di veramente indefinibile, è venuta meno una delle funzioni primarie dello stato: proteggere i propri cittadini. Italiani armati di bastone hanno picchiato altri italiani davanti alle forze dell’ordine immobili, sono stati presi a bastonate ragazzini delle superiori, è stato permesso a pecore squadriste di scrivere l’ennesima pagina di storia infame nel nostro libro, oggi nel 2008.

Ieri abbiamo perso tutti, non esiste più nemmeno destra e sinistra, la politica è finita da un pezzo nel vecchio stivale. Il nostro stato non è più in grado di proteggerci dai poveri coglioni, il nostro stato sono diventati i poveri coglioni. I nostri “capi” continuano ad usare parole come fascismo e comunismo fuori dai loro contesti, fomentano l’odio razziale per nascondere i problemi veri e poi ti propinano pubblicità progresso con i cuochi rumeni, cambiano il significato dei termini, omettono con disinvoltura e nascondono tranquillamente la polvere sotto il tappeto. Ogni posizione è condita di relativismo, da noi la soggettività ha acquistato ormai uno spettro talmente ampio da sconfinare nel revisionismo storico.

Ci hanno diviso, sanno che prendendoci a gruppi più piccoli troveranno meno resistenza, i pochi rimasti a proteggere i cittadini sono sotto attacco mediatico e politico da tempo, non si sa quanto potranno resistere ancora senza l’aiuto dell’opinione pubblica. Se dovesse cadere anche la magistratura gli intoccabili si trasformerebbero in dei onnipotenti, gli scudi a protezione della nostra società vengono frantumati uno dopo l’altro, i giornalisti migliori, gli intellettuali, per chiunque parli fuori dal coro sono già pronte gogne e museruole, i più fortunati vengono tacciati di comunismo.

Inizio ad avere paura, mi sembra di essere circondato da persone con la pancia piena che non vogliono vedere, ci sono i ladri ma nessuno è rimasto a guardia della casa, siamo divisi e ci è impossibile ogni reazione compatta contro questa classe politica. Mi ritornano in mente le parole di mio nonno:”ci avevano lasciati soli a spararci gli uni contro gli altri, italiani contro italiani, mi vergognai di essere un uomo, giurai a me stesso di non toccare più nemmeno un bastone di legno”.

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