Premessa: Mangano è un eroe. Cossiga un illuminato. Buttiglione un fine filosofo.
Da quando i politici hanno smesso di essere tali e gli imprenditori sono scesi in campo la democrazia (e con lei il popolo tutto) di questo paese ha iniziato a subire uno schiaffo dopo l’altro. Oggi l’ informazione è composta a rotazione da: morti sulle strade, la giornata di Ratzinger, la giornata del Cavaliere, spot politici generici(meno Di Pietro possibile logicamente), processi mediatici ad assassini o presunti tali, giornaliste porcelle che cucinano ricette prese a caso da internet. Il giornalismo d’inchiesta ha assunto un significato nuovo: intervistare i calciatori sulla loro vita privata. Il problema principale è diventato tenere la gente occupata con problemi che in realtà non esistono, distogliere l’attenzione il più possibile, la cultura del nascondere la polvere sotto il tappeto fino a data da definirsi.
Quel poco di informazione alternativa che puoi trovare in italia te la devi cercare da solo su internet, nei blog delle persone che scrivono per il puro piacere di farlo, figure che non dipendono da nessuno. Quando ho aperto questo sito pochi mesi fa una delle prime domande che mi sono posto è stata:”ma se in questo paese scrivi qualcosa che può dar fastidio ad un potente a cosa puoi andare incontro?”. La risposta è abbastanza difficile, la legislazione italiana in questo settore non è per niente chiara, come in altri campi è necessario andare per interpretazioni giuridiche, tutto abbastanza soggettivo in pieno italian style insomma. L’opinione più diffusa per ora è che un blog non possa essere equiparato ad un mezzo di informazione.
Ebbene come tutti ben sappiamo le elezioni di aprile hanno portato una ventata di freschezza nello stivale, una persona con circa 3000 processi alle spalle è salita al governo, per la quarta volta, basterebbe questo per sollevare pesanti dubbi sulla qualità dei grandi network d’informazione italioti. Appurato che il suddetto pregiudicato non è un amante della libertà di informazione e tantomeno della satira (che definisce “uso criminoso della tv”) ho deciso di mettere le mani avanti: per questo ed altri motivi prettamente pratici ho optato per un trasferimento fisico del sito all’estero con dominio anonimo. Ho imparato che in Italia è meglio prevenire piuttosto che curare, non ho nè il tempo nè le finanze per sostenere qualsivoglia processo per quello che scrivo o di cui mi ritrovo a parlare, sono uno studente, scrivere liberamente è una mia libertà fondamentale e fanculo a chiunque cerchi di portarmela via.
Ieri arriva la notizia della seconda carica della cavalleria politica contro il web, un DDL che obbligherebbe alcuni blog ad iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) pena la denuncia per stampa clandestina, ricordo che chi è iscritto al ROC può essere tranquillamente perseguito per reati a mezzo stampa, in pratica puoi essere denunciato con una facilità disarmante. I blog a quanto pare stanno iniziando a dare più di qualche grattacapo ai potenti, è una buona notizia ma purtroppo chi fa uso di questi strumenti si ritroverà a contrastare attacchi sempre più forti con il passare del tempo, nulla di inaspettato ma forse è meglio iniziare a pensarci seriamente.
Certo è che alla libertà di parola io non ci rinuncio per niente al mondo, in questa penisola troppa gente si basa sull’altrui ignoranza per continuare a “galleggiare”, è nostro dovere continuare ad adoperarci perchè questa storia finisca. iWishBlog.com non si iscriverà a nessun tipo di registro finchè non avrò la sicurezza di poter contare su persone oneste alla guida del mio paese, con l’olezzo di fascismo che trasuda la penisola ultimamente da me otterranno solo un dito medio, da utilizzare come meglio credono.
Sono stufo è questa la verità , abbiamo arretrato alla scomparsa delle preferenze elettorali, abbiamo arretrato al lodo alfano, abbiamo arretrato all’abusivismo delle frequenze tv, abbiamo arretrato al rigurgito razzista e alle continue prese per il culo che il nostro esecutivo ci regala ogni giorno, la mia pazienza è finita. Da noi il calandario non avanza da almeno una decina di anni, direi anzi che stà andando all’indietro. Penso alle difficoltà e ai pericoli che comporta bloggare liberamente in paesi come la Cina o la Russia e mi viene da sorridere, non bastano la galera e le botte a fermare il desiderio di libertà , basterà la classe politica più scadente di sempre a fermare la blogosfera italiana?
Bug noto dell’ormai obsoleto sistema operativo Mafia1.0, la compatibilità con la libreria “segni d’intelligenza 2.0″ non può più essere garantita, l’utilizzo di tale libreria potrebbe provocare il crash della macchina con conseguente instabilità del sistema e/o schermate blu. Potrete in ogni caso recuperare la vostra sessione tramite la pressione simultanea dei tasti Ctrl+Alt+Canc.
In questo paese siamo arrivati ad un livello tale da far prendere alla politica il sapore dell’inutilità , il popolo ha da tempo perso la bussola, si incattivisce e non sa nemmeno spiegarsi il perchè, ha dentro una rabbia che non è più in grado di indirizzare, è smarrito nello sconforto ora come 60 anni fa, gli unici che sanno benissimo cosa stà succedendo siedono sui loro piedistalli di pelle rossa. Lo dico sinceramente, pensavo che il popolo Italiano fosse molto più resistente, sono bastati quindici anni, tre frequenze tv (diventate spesso sei) e un manipolo di pecore guidate da buoni pastori per resettare la storia.
Nell’indifferenza più cupa questo popolo ha accettato l’esercito nelle città , l’immunità dei propri leader, un informazione grazie alla quale si è persa ogni memoria di cosa sia un italiano, i progressi sociali sudati da chi è venuto prima di noi cancellati come parole scritte sulla sabbia, la nostra costituzione ridotta a carta igienica per i potenti.
A piazza navona però è successo qualcosa di veramente indefinibile, è venuta meno una delle funzioni primarie dello stato: proteggere i propri cittadini. Italiani armati di bastone hanno picchiato altri italiani davanti alle forze dell’ordine immobili, sono stati presi a bastonate ragazzini delle superiori, è stato permesso a pecore squadriste di scrivere l’ennesima pagina di storia infame nel nostro libro, oggi nel 2008.
Ieri abbiamo perso tutti, non esiste più nemmeno destra e sinistra, la politica è finita da un pezzo nel vecchio stivale. Il nostro stato non è più in grado di proteggerci dai poveri coglioni, il nostro stato sono diventati i poveri coglioni. I nostri “capi” continuano ad usare parole come fascismo e comunismo fuori dai loro contesti, fomentano l’odio razziale per nascondere i problemi veri e poi ti propinano pubblicità progresso con i cuochi rumeni, cambiano il significato dei termini, omettono con disinvoltura e nascondono tranquillamente la polvere sotto il tappeto. Ogni posizione è condita di relativismo, da noi la soggettività ha acquistato ormai uno spettro talmente ampio da sconfinare nel revisionismo storico.
Ci hanno diviso, sanno che prendendoci a gruppi più piccoli troveranno meno resistenza, i pochi rimasti a proteggere i cittadini sono sotto attacco mediatico e politico da tempo, non si sa quanto potranno resistere ancora senza l’aiuto dell’opinione pubblica. Se dovesse cadere anche la magistratura gli intoccabili si trasformerebbero in dei onnipotenti, gli scudi a protezione della nostra società vengono frantumati uno dopo l’altro, i giornalisti migliori, gli intellettuali, per chiunque parli fuori dal coro sono già pronte gogne e museruole, i più fortunati vengono tacciati di comunismo.
Inizio ad avere paura, mi sembra di essere circondato da persone con la pancia piena che non vogliono vedere, ci sono i ladri ma nessuno è rimasto a guardia della casa, siamo divisi e ci è impossibile ogni reazione compatta contro questa classe politica. Mi ritornano in mente le parole di mio nonno:”ci avevano lasciati soli a spararci gli uni contro gli altri, italiani contro italiani, mi vergognai di essere un uomo, giurai a me stesso di non toccare più nemmeno un bastone di legno”.
Il matematico Piergiorgio Odifreddi pubblica nel 2005 questa intervista immaginaria al famoso dittatore, consiglio a chi non l’abbia ancora letta di farlo. Non c’è revisionismo in queste righe, l’obbiettivo dell’autore è evidenziare il sottile relativismo che affligge la moderna società.
Adolf Hitler nacque in Austria il 20 aprile 1889, e dedicò la sua vita alla realizzazione del piano politico esposto nel 1924 nel Mein Kampf, "La mia battaglia”, scritto in prigione dopo un fallito tentativo di colpo di stato. Il suo regno di terrore potè iniziare legalmente nel 1933, grazie al 44% dei voti del Partito Nazionalsocialista, e all’8 % del Partito Nazionalista (20,5 milioni in tutto), ottenuti alle elezioni: a dimostrazione del paradosso che un dittatore può anche arrivare al potere democraticamente.
L’espansione del Terzo Reich iniziò nel 1938 con l’annessione dell’Austria, e raggiunse al suo massimo un’estensione da Capo Nord al Sahara, e dalla Normandia al Caspio. La contrazione iniziò nel 1942 con le sconfitte di Stalingrado e di El Alamein, e si concluse il 9 maggio 1945 con l’entrata dei russi a Berlino. Poco prima, il 30 aprile, Hitler si era ucciso con un colpo di pistola nel suo bunker.
Sessant’anni dopo, mentre nel mondo si sta organizzando un Quarto Reich che va dagli Stati Uniti al Mediterraneo, abbiamo parlato del Terzo col sanguinario vegetariano che l’ha comandato per dodici anni.
Fürer, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale il suo nome è diventato sinonimo del male. Cosa ne pensa?
La storia è sempre stata scritta dai vincitori, e il bene è ciò che sta dalla loro parte. Se avessimo vinto noi, sinonimo del male sarebbe diventati i nomi di Churchill o di Roosevelt.
Non crede che ci siano motivazioni oggettive, oltre alla sconfitta? Stalin la guerra l’ha vinta, eppure anche il suo nome è diventato sinonimo del male.
Milioni di persone non l’hanno pensata così, su Stalin, prima e dopo la guerra: quanti russi hanno pianto, quando è morto? Temo che lei non sappia molto nè dello stalinismo, nè del nazismo, a parte ciò che le ammanniscono i Ministeri della Propaganda, del suo paese e di quello che lo comanda.
Ministeri della Propaganda? E quali sarebbero i nostri Goebbels?
Per parlarle in termini che lei può capire, se il nostro era il totalitarismo inumano del 1984 di Orwell, il vostro è oggi il totalitarismo dal volto umano del Mondo nuovo di Huxley. I suoi Ministeri della Propaganda sono dunque il cinema e la televisione: se vuole trovare i nuovi Goebbels, li cerchi fra gli Spielberg e gli Zeffirelli, o fra i Murdoch e i Berlusconi.
Cosa voleva insinuare, fra l’altro, con quel "paese che ci comanda”? Che l’Italia sarebbe una colonia degli Stati Uniti?
E non lo è, forse? Da quando siete stati occupati, nel 1944, non vi siete più liberati. A tutt’oggi ci sono 125 basi e 35.000 truppe statunitensi in Italia: è indipendenza questa? In Germania, poi, stiamo ancora peggio. Quella che voi chiamate liberazione, fu soltanto la sostituzione di un’occupazione militare a un’altra, meno esibita ma non meno effettiva.
Non vorrà negare, però, che il nazismo si è macchiato di crimini contro l’umanità mai visti prima.
Ah, sì? E quali?
Anzitutto, lo sterminio di sei milioni di ebrei.
Non dica cretinate. Il mio modello per la soluzione del problema ebraico è stato il modo in cui gli Stati Uniti avevano risolto l’analogo problema indiano: un genocidio sistematico e scientifico dei diciotto milioni di nativi che vivevano nell’America del Nord. Quanti indiani rimangono negli Stati Uniti, oggi? Qualche centinaio, mantenuti in riserve come i bisonti. E quanti ebrei rimangono invece, al mondo? Milioni, e hanno addirittura uno stato tutto per loro: il quale, tra l’altro, sta mostrando di aver imparato la nostra lezione sul come trattare le minoranze etniche.
Lei è proprio un senza Dio!
Senza il Dio degli ebrei, magari. Ma avevamo il vostro: non è forse stato Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986, a dire che "tutti gli assassini dell’Olocausto erano cristiani, e il sistema nazista non comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione inseparabile dal passato dell’Europa cristiana”? Non senza motivo le mie SS portavano scritto Gott mit uns sulla fibbia della cintura.
La Chiesa non la pensa certo così!
Ma se, da quando Rolf Hochhuth ha rotto l’incantesimo con Il vicario nel 1963, non si fa che parlare del silenzio di Pio XII nei confronti di quello che voi chiamate Olocausto! E poi, lei non ha certo letto il mio Mein Kampf, che immagino non sia facile da trovare nelle vostre librerie: se l’avesse fatto, ricorderebbe però che il progetto per il trionfo del nazismo era modellato sulla tenace adesione ai dogmi e sulla fanatica intolleranza che hanno caratterizzato il passato della Chiesa cattolica.
In ogni caso, basterebbe a condannarvi il disprezzo per la vita umana di civili innocenti che avete dimostrato durante la guerra.
Questa la vada a raccontare agli abitanti di Amburgo e di Dresda, sui quali avete riversato le "tempeste di fuoco” che ne hanno ucciso un milione. O a quelli di Hiroshima e Nagasaki, trecentomila dei quali sono stati inceneriti da due bombe atomiche: nessuna propaganda può cancellare il fatto che i "cattivi” nazisti non hanno costruito queste armi di distruzione di massa, mentre i "buoni” Stati Uniti le hanno non solo costruite, ma usate!
Almeno, non vorrà negare la sua aberrante politica eugenetica.
Perchè mai dovrei negarla? Era un mezzo per ottenere la purezza della razza. Ma non capisco cosa ci trovi di aberrante: la mia legge del 1933, per la prevenzione dei difetti ereditari, era esplicitamente basata sul modello statunitense di Harry Laughlin, al quale noi demmo per questo motivo una laurea ad honorem nel 1936 a Heidelberg. Lo sa, lei, che la prima legge per la sterilizzazione di "criminali, idioti, stupratori e imbecilli” fu promulgata nel 1907 dall’Indiana? Che fu poi imitata da una trentina di stati americani, e dichiarata costituzionale nel 1927 dalla Corta Suprema? Che negli anni ‘30 furono sterilizzati 60.000 individui negli Stati Uniti, metà dei quali nella sola California? E che negli anni ‘50, dopo la guerra, furono castrati 50.000 omosessuali?
Non vorrà dire che gli Stati Uniti, il melting pot, sono un paese razzista!
Lei è proprio un ingenuo! Secondo lei, contro cosa manifestava Martin Luther King, ancora negli anni ‘60? E chi scrisse Il passaggio della Grande Razza nel 1916?
Chi?
Madison Grant, amico di Theodore Roosevelt. Quando il libro fu tradotto in tedesco, gli mandai una lettera entusiasta, di cui lui fu molto compiaciuto. E a proposito di Roosevelt, non dimentichi che Pierre van der Berghe, studioso della razza, l’ha messo insieme a me e a Hendrik Verwoerd, l’artefice dell’apartheid sudafricano, nella Trinità del Razzismo del Novecento.
Di questo passo, arriverà a dire che gli Stati Uniti furono anche un paese nazista!
Gli Stati Uniti non possono aver seguito il nazismo, perchè l’hanno preceduto e ispirato. In fondo, volevamo entrambi una cosa sola: come cantavano le mie SS, Morgen die ganze Welt. Purtroppo il mondo era quasi tutto nelle mani delle potenze coloniali, e bisognava toglierglielo con la forza. Il "male” di cui ci hanno accusati era tutto qui: voler fare a loro ciò che essi avevano fatto ad altri. Noi abbiamo fallito, ma gli Stati Uniti stanno portando a termine quello che era il nostro vero progetto: il dominio globale (militare, politico ed economico) del pianeta.
E’ questa, dunque, l’eredità del nazismo?
L’ha già dichiarato Otto Dietrich zur Linde, il giorno prima della sua esecuzione, nell’intervista rilasciata all’argentino Borges, poi pubblicata col titolo Deutsches Requiem: il nazismo era un’ideologia così ben congegnata, che l’unico modo per sconfiggerla era di abbracciarla. Noi volevamo che la violenza dominasse il mondo, e il nostro scopo è stato pienamente raggiunto. Non abbiamo vissuto e non siamo morti invano.
Nel consueto giro pomeridiano sui motori di ricerca video ho trovato questo spezzone tratto dal tour di Sara Palin, nel video si vede un anziano che tiene in mano una scimmietta, sul cappellino c’è la scritta "Obama". All’inizio il signore è sorridente, compiaciuto della sua trovata la esibisce davanti ai giornalisti. Il bel momento purtroppo dura poco, la bambola viene notata dalla folla e il simpatico vecchietto si prende giustamente del razzista. Negli Stati Uniti (e nella maggioranza degli stati del cosiddetto "mondo libero") questo tipo di ignoranza non viene più tollerata, sono gli stessi cittadini che reagiscono indignati quando vedono qualcuno che esagera. E noi italiani? Basta osservare le pecore e il relativo pastore nel video sottostante per capire quanto sia realmente indietro questo paese, in qualsiasi stato serio un demente del genere dovrebbe essere salvato dai tentativi di linciaggio della folla, da noi siede comodamente in parlamento e riceve applausi. Che schifo!
Sequel del controverso zeitgeist, come il primo anche questo è freeware quindi mi è possibile pubblicarlo integralmente, ve lo propongo subito in lingua originale dato che è appena uscito, per chi non masticasse l’inglese i sottotitoli in italiano arriveranno nel giro di qualche settimana. Si nota un budget sicuramente maggiore rispetto a quello di un anno fa, i contenuti e le tesi presentate rimangono opinabili, alcune idee di questi documentaristi freelance continuano a lasciarmi perplesso, potrebbero insistere di più sulla struttura del sistema bancario internazionale ma sembrano preferire gli intrecci politici.
UPDATE:
A quanto pare la traduzione è già iniziata, trovate le prime due parti qui e qui.